LIFE09/NAT/IT/000149
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Resoconto convegno finale

Il 19 dicembre si è svolto il convegno finale del LIFE09/NAT/IT/000149 Conservazione e ripristino di habitat e specie nel Parco Naturale Regionale 'Bosco Incoronata'


05 Gennaio 2017 | di Redazione lifeboscoincoronata

Il 19 dicembre scorso si è svolto il convegno finale con un interessante e partecipata platea di esperti e cittadini.
Nel corso del convegno sono stati illustrati i risultati del progetto e le prospettive future del Parco Regionale Bosco Incoronata. Il prof. Luigi Forte, direttore del Museo Universitario Orto botanico di Bari, ha spiegato l'importanza fondamentale degli habitat naturali del Parco Incoronata nel contesto nazionale ed europeo, mentre a seguire il dott. Maurizio Gioiosa, presidente del CSN ONLUS, ha conferito sui risultati conseguiti dal progetto LIFE. Tra gli altri, sono intervenuti il direttore del Parco Bosco Incoronata, Ing. Francesco Paolo Affatato, il dott. Giovanni Zaccaria dell'Ufficio Parchi della Regione Puglia e il prof. Massimo Monteleone del Dipartimento di Agraria dell'Università di Foggia, con un intervento sui pascoli steppici e la loro gestione. La dott.ssa Francesca Casella, ricercatore CNR ISPA, ha portato l'esperienza del CNR nel ''combattere'' e controllare le specie vegetali aliene per la protezione della biodiversità. Interessanti le conclusioni del dott. Maurizio Marrese, botanico, che ha raccontato la storia recente e passata dell'area protetta attraverso l'evoluzione dei paesaggi del Tavoliere delle Puglie in prospettiva di una ''contro-bonifica'' questa volta per tutelare la biodiversità naturale ed agronomica.

Grazie alle azioni realizzate con il progetto Life+ Bosco Incoronata, negli ultimi anni è stato possibile ripristinare, migliorare e conservare circa 200 ettari di habitat naturali nel Parco. Riconvertendo in prateria naturale parte dei terreni agricoli comunali (Azione C3), sono stati ripristinati 50 ettari di pascolo steppico mediterraneo. Nelle praterie del Parco sono state installate 5 macere per i rettili, posizionando altrettanti cumuli di pietre (Azione C5).
Interventi forestali hanno permesso di migliorare e ripristinare complessivamente circa 70 ettari di bosco, sia avviando la riconversione del rimboschimento di eucalipti e pini nel prezioso e raro bosco planiziale con interventi di eliminazione delle specie aliene e riforestazione delle piccole radure (chiarìe) con le querce virgiliane locali (Azioni C6 e C1), sia riforestando con piante locali dei tratti dove il bosco era frammentato ed eliminando le piante esotiche lungo il torrente Cervaro nel prezioso bosco ''a galleria'' (Azioni C4 e C1) che avvolge o meglio, che dovrebbe avvolgere ogni corso d'acqua.
Inoltre è stato possibile ripopolare il Parco con le specie di anfibi e rettili transitate presso il Centro di allevamento, dove le uova di raganella, rospo smeraldino e rospo comune, prelevate in siti a rischio, sono state allevate fino allo stadio di metamorfosi avanzata (piccole ranocchie), mentre le testuggini comune e palustre sono state allevate o fatte acclimatare e quindi tutti gli esemplari sono stati liberati nel Parco (Azione C7). E infine, grazie al progetto, sono stati collocati 500 rifugi per i pipistrelli di bosco (bat box) sugli alberi del Parco e realizzata una ''casa per pipistrelli'' (bat roost) in una struttura non diversamente utilizzabile (Azione C8).
Grazie alle attività del progetto sono state rilevate ben 8 specie di pipistrelli, tra cui alcune rare e minacciate come il Serotino e la Nottola di Leisler, di queste alcune hanno ricominciato a frequentare il Parco grazie ai rifugi (bat box) posizionati sugli alberi che sono stati in parte colonizzati, ma anche grazie al ripristino delle praterie e al miglioramento degli habitat forestali.
I rilasci di migliaia di giovani anfibi (Raganella, Rospo smeraldino) e di decine di testuggini, allevati nel Centro di allevamento del progetto, hanno contribuito a rinforzare le popolazioni locali negli habitat di prateria e forestali oggetto di interventi. Le macere hanno migliorato gli habitat per i rettili ma anche per piccoli mammiferi, ora tutti questi animali le utilizzano come rifugio e per la ricerca di prede (insetti).
La creazione di chiarie a spese di pini ed eucalipti, ha permesso una rapidissima crescita delle giovani piantine di quercia virgiliana piantate con il progetto, ma anche di esemplari di olmo campestre, terebinto, lentisco, berretta da prete, biancospino e altre specie arbustive precedentemente oscurate e sottomesse dalla presenza delle specie aliene. Si è osservata anche la sostanziale assenza di ricrescita o riproduzione delle specie aliene oggetto dell'eradicazione, solo in rari casi presente, che sarà oggetto di interventi di contenimento indicati nel Piano post-Life.
Nei terreni agricoli messi a riposo (praterie) si è registrata una rapida evoluzione dell'habitat con una iniziale dominanza di specie pioniere annuali e nitrofile. Negli anni successivi, la colonizzazione da parte di specie tipiche degli habitat steppici, si è osservata una naturale evoluzione verso la prateria steppica come dimostrato anche dalla presenza di Ferula communis. Notevole anche l'incremento di fauna con pipistrelli e presenza costante di rapaci (Grillaio, Gheppio, Poiana e occasionalmente Nibbi) e di altri uccelli tipici di praterie e steppe come Occhione, Ghiandaia marina e Strillozzo. Una volta attivato il pascolo pianificato, che migliorerà ulteriormente la composizione floristica dell'habitat, si registrerà un ulteriore incremento di fauna.
Molto importanti per la conservazione degli habitat e delle specie nel medio e lungo periodo, le attività di sensibilizzazione del progetto hanno coinvolto svariate migliaia di cittadini tra studenti delle scuole elementari e medie, ambientalisti, funzionari pubblici, tecnici professionisti e operatori economici sia con attività divulgative programmate che nel corso di eventi come i ''Bosco Incoronata Days''.
La sensibilizzazione e l'educazione naturalistica e ambientale, sono stati importanti strumenti per favorire la conoscenza degli habitat e delle specie del Parco e del SIC e comprendere al meglio gli interventi effettuati con il progetto Life. Le attività di educazione ambientale realizzate hanno cercato di favorire nelle nuove generazioni la conoscenza del patrimonio naturalistico come fondamento della conservazione dell'ambiente. In particolare, con il programma didattico ''Il Bosco e il Fiume'', si è voluto aumentare l'interesse dei giovani per gli ambienti fluviali e forestali del Parco, offrendo loro un'efficace strumento per la conoscenza di questi preziosi habitat e della flora e fauna che li caratterizzano.
Le attività proposte nell'ambito dei percorsi didattici rivolti ai ragazzi delle scuole elementari e medie, svolte sia presso gli istituti scolastici sia in escursione nel Parco, contano circa 722 ore di lezione/interventi in classe e 361 visite guidate di mezza giornata. Complessivamente hanno aderito al programma didattico 361 classi, coinvolgendo circa 8.000 studenti di nove comuni intorno al Parco. Anche il coinvolgimento della popolazione residente, della società civile, dei funzionari e dei professionisti è stato un elemento chiave per garantire la conservazione di habitat e specie nel lungo termine.



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