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Nuovi risultati positivi delle azioni di conservazione del progetto


26 Agosto 2015 | di Redazione lifeboscoincoronata

Una lunga estate torrida con temperature da record (nella prima metà di agosto durante i monitoraggi faunistico-ambientali nel Parco Regionale Bosco incoronata, abbiamo registrato punte di oltre 43 gradi!!!), sembra virare, nell'ultima decade di agosto, verso un clima più mite e qualche sporadico acquazzone estivo ha contribuito ad alleviare questo lungo periodo di siccità.
Intendiamoci siamo sempre nel centro del Tavoliere delle Puglie, una delle aree più aride d'Europa, e l'estate ancora non è finita, ma almeno qualche ''assaggio'' di autunno ha iniziato a farsi sentire. Nonostante il clima torrido, il bosco e l'intera area del Parco, costituisce, senza dubbio un'oasi naturalistica con un elevato potere attrattivo nei confronti della fauna e le azioni di conservazione in corso, contribuiscono ad aumentarne il valore naturalistico.

Le azioni hanno dato i loro frutti e, se l'area destinata al ripristino del pascolo, apparentemente sembra una distesa ingiallita dal sole, costituisce invece un rifugio eccezionale per la fauna.
All'imbrunire al singolare verso degli occhioni, una specie un tempo assente nell'area di realizzazione dell'azione si può verificare una densità, inusuale di lepre europea che utilizza il sito come rifugio per uscire nelle stoppie a cibarsi. Di giorno la distesa ingiallita e tremolante all'orizzonte, per l'evaporazione, si trasforma in uno dei siti di caccia preferiti dai rapaci come poiane, grillai e i primi rapaci in migrazione verso il sud come le albanelle minori. Qui, alla ricerca di lucertole e cavallette si può ammirare anche uno degli uccelli più belli e variopinti della fauna europea, la splendida ghiandaia marina, i cui giovani, nati nelle vicinanze, si ingrassano sfidando il caldo prima della prossima partenza per l'Africa.

Nell'area di realizzazione delle chiarie e degli interventi forestali, già si scorgono i primi esiti positivi degli interventi e, mentre in un'apposita area sono mantenute rigogliose le giovani roverelle nate dalle ghiande delle antiche querce del bosco dell'Incoronata e destinate alla piantumazione, ove si è intervenuto eliminando le specie alloctone, nonostante appunto una stagione estiva non certo favorevole, si possono vedere le giovani piante autoctone, nate spontaneamente al posto di pini ed eucalipti. Si tratta di specie forti e vigorose tipiche della prima fase di evoluzione del bosco, come lentischi, terebinti, ma sono stupende anche le prime piantine di berretta da prete o fusaggine, gli olmi e le giovani roverelle che pure si incontrano.

Anche le macere ospitano già i rettili tipici dell'area come biacchi e lucertole, queste attività e i risultati ottenuti in termini di aumento della biodiversità faunistica, testimoniano l'efficacia delle azioni di conservazione condotte e dell'intero progetto.

Purtroppo dobbiamo registrare come spesso accade che non tutti i visitatori adottino comportamenti consoni con la presenza di un'area naturale nel rispetto anche dei valori storico religiosi del sito, cumuli di immondizia da picnic di possono notare, soprattutto nelle aree frequentate dai ''visitatori della domenica'', invitiamo ancora una volta a portare i propri rifiuti nei cassonetti posti nel piazzale antistante il Santuario e non abbandonarli nelle aree pic-nic.



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